Avoir le sens de l'unité profonde des choses, c'est avoir le sens de l'anarchie.

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"   La donna di quel sogno era un ostaggio
era sua almeno finché lui
non l'avesse venduta al suo risveglio
cosa che mai avrebbe fatto mai
/
la donna di quel sogno era di sogno
e i suoi seni sognati erano
insopportabili da quanto erano belli
il suo pube da brama era sognato
e sognate le labbra a custodire
la dolcissima lingua anche sognata
/
La donna di quel sogno era un ostaggio
era sua almeno finché lui
non l'avesse venduta al suo risveglio
cosa che mai avrebbe fatto mai
/
ma all'improvviso il mai ebbe una fine
e quando aprì gli occhi lei non c'era.   "
Mario Benedetti, Donna ostaggio, da La vita una parentesi (1998) in “Inventario” poesie (1948-2000) - trad. Martha Canfield
(via somehow—here)
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guarda che hai fatto
ho leccato una lacrima

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il pensiero che mi pensa è materia calda
umido lo spazio fra le meningi e tace
il vecchio sibilo dell’impazienza poco prima di spazientirmi 
quando punta i piedi e non affonda ma resta
sulle punte con la punta
“io resisto”
ghigno seducente vibra sul pensiero epiteliale 
mentre il male umore scorre già e s’incaglia 
ma io resisto te lo giuro
“ah davvero?”
il palmo della provocazione schiaccia l’ombelico 
ho visto la terra che hai raccolto 
quando abbiamo preso per la prima volta
la mononucleosi 
dentro un barattolo a ricordare
i miei occhi terrorizzati e il pranzo che verrà e non è venuto
insieme a te
che poi non lo so mai 
ma già non resisto più e prendo sotto le unghie i tuoi fili indomabili e stringo e li sposto sperando che il pensiero che mi pensa
segua l’atrio ed entri o esca
che l’uscio è l’impazienza e il gioco ed io 
non li distinguo più

portami a letto
quando striscio e mi tengo in mano il fegato crepato
quando non contesti i miei difetti
e quando fingi di essere troppo distratta per farlo
portami a letto
ora che sono distrutta e non so scrivere
ora che ho ripreso e sull'occhio mi scende una leggera
cataratta
portami a letto
domani che lavoro e non mi va di alzarmi le ossa
poi toccami un po’
quando mi hai portato a letto ma anche no
quando non ci siamo puoi toccarmi
tu toccami quando non ci siamo
io svengo sul tappeto del tuo stomaco e vomito
dentro il tuo intestino
mi porti a letto adesso?

se non ho speso abbastanza tempo a centrifugare
le cose corrose che non ci succedono
è perché mi vizi ogni giorno
ogni notte
ogni giorno mi vizi col calore delle tue costole
che pure oggi prepotentemente 
mi hanno fatto

Q: Mi svelerò quando sarà il momento. Seguo il tuo blog da sempre, è da un bel po' che non ti si vedeva in giro. Stai bene?

Sai, non avrai motivo di svelarti.
Ahimé posso dire con certezza di appartenere completamente ad una donna che amo in modo incondizionato ormai da un bel po’.
Mi perdonerai se nella mia testa non ci sarà spazio per altro. :)


asked by Anonimo